Forum FALLIMENTI - PASSIVO E RIVENDICHE

Insinuazione al passivo Bonus-Renzi

  • Gianluca Policriti

    Monteleone Sabino (RI)
    08/07/2019 07:19

    Insinuazione al passivo Bonus-Renzi

    Alcuni dipendenti che hanno presentato domanda di insinuazione allo stato passivo chiedono anche il credito d'imposta cosiddetto Bonus Renzi che, ovviamente, costituisce una voce della busta paga. Nelle precedenti discussioni sul forum ho letto che il curatore dovrà riconoscerlo, ma in chirografo poiché non è elemento retributivo. Nutro, però, molti dubbi che il curatore debba riconoscere il bonus e che lo possa portare in detrazione di quanto andrà a versare per ogni singolo lavoratore per i seguenti motivi. Il Bonus spetta sulle retribuzioni percepite nel corso dell'anno ed è suscettibile di conguaglio in aumento o in diminuzione fino a concorrenza dell'IRPEF sulle singole retribuzioni. Il conguaglio se non viene operato in busta paga dovrà essere effettuato con modello 730 oppure con il modello ordinario dei redditi ed il lavoratore potrà trovarsi a dover versare la differenza percepita in misura superiore oppure avere un credito per averlo percepito in misura inferiore, il tutto parametrato al suo imponibile retributivo dell'anno e fino a concorrenza delle imposte dovute. In presenza di emolumenti arretrati di stipendi, mensilità aggiuntive ecc, percepite in un periodo d'imposta successivo (come accade in presenza di procedure concorsuali) la tassazione non avviene con modalità ordinarie, bensì con la tassazione separata tenuto conto dell'aliquota media nel del biennio precedente all'erogazione. In tal caso non mi risulta che il sostituto debba tenere conto del bonus in argomento.

    Faccio un esempio: nell'anno 2016 il lavoratore ha percepito stipendi x 8 mesi, mentre per i restanti 4 mesi pur continuando a lavorare, gli stipendi non gli sono stati pagati. Ovviamente la sua C.U. correttamente indica solo l'imponibile degli 8 mesi percepiti, ma il bonus gli spetta per tutto il periodo in cui ha lavorato (12 mesi), quindi, egli per poter percepire il bonus integralmente dovrà redigere il 730 da dove emergerà un credito, così come avviene per l'IRPEF. Questo meccanismo preclude al lavoratore l'ottenimento del bonus quando percepirà anche i quattro mesi arretrati del 2016, per esempio, con il piano di riparto del 2019 e specularmente è precluso al curatore recuperarlo con la tassazione separata quando effettuerà il riparto.
    La circolare INPS n. 67 del 29/05/2014 ove premette che il bonus è applicabile ai Redditi di lavoro dipendente e quelli assimilati esclude l'applicazione del bonus in tutte le ipotesi in cui c'è la tassazione separata. Tale esclusione a mio parere è di carattere generale e non fa eccezione per tutti gli altri redditi di lavoro dipendente erogati in periodi d'imposta successivi.
    Tra l'altro, nel caso in cui il lavoratore abbia presentato la dichiarazione dei redditi e ottenuto il conguaglio a credito ci si troverebbe nella situazione di duplicazione del contributo. Quest'ultima riflessione mi convince ancor di più che il curatore non può erogare il bonus proprio per il particolare meccanismo che lo regola.

    • Stefano Andreani - Firenze
      Luca Corvi - Como

      05/08/2019 17:40

      RE: Insinuazione al passivo Bonus-Renzi

      L'iter logico seguito nell'intervento ci pare assolutamente convincente, e la non ammissione del Bonus Renzi, così come del credito da 730, una scelta ragionevole.

      Nelle altre discussioni, a cui si fa riferimento, ci eravamo concentrati sulla spettanza o meno del privilegio, giungendo a escluderla e quindi a parlare di ammissione in chirografo, ma alla luce di quanto qui sopra esposto la non ammissione ci pare scelta ancora più corretta.

      Ci risulta peraltro che non vi sia uniformità di comportamento nei vari Tribunali, suggeriamo quindi ai colleghi Curatori di proporre la non ammissione, ma non possiamo escludere che alcuni Giudici Delegati possano essere di parere diverso.