Forum FALLIMENTI - PASSIVO E RIVENDICHE

spese legali insinuate in via prededucibile

  • Andrea Merlo

    Milano
    27/05/2020 17:00

    spese legali insinuate in via prededucibile

    prima del fallimento, la società poi fallita ottiene decreto ingiuntivo verso un'impresa debitrice, che presenta opposizione a decreto ingiuntivo, in cui si costituisce l'opposta.
    Il giudizio si interrompe per il fallimento dell'opposta e viene riassunto nei confronti del Fallimento.
    Seguono contatti informali tra il curatore e il legale dell'opponente, in cui il curatore fa presente di non avere intenzione di coltivare il decreto ingiuntivo in quanto malamente ottenuto, e altresì che non intende coltivare il credito verso l'opponente perchè dissestata.
    Il problema sembra risolto. Sennonchè il legale dell'opponente - al solo scopo di distrarre le spese a suo favore essendo la sua cliente dissestata - prosegue il giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo ottenendo la revoca del decreto ingiuntivo e la condanna del Fallimento alle spese legali in suo favore, che ora insinua al passivo in prededuzione.
    Il quesito verte dunque sul credito in questione, se sia da ammettere e, in caso positivo, in che grado.
    Da un lato, il decreto ingiuntivo non è stato formalmente rinunciato nelle more del giudizio dal Fallimento (per un disguido di notifica di un atto stragiudiziale di rinuncia, che qui non serve commentare), e questo "obbligava" l'opponente a coltivare il giudizio per evitare il passaggio in giudicato del decreto ingiuntivo.
    Dall'altro lato, la coltivazione dell'opposizione era puramente strumentale per gli specifici interessi parcellari del legale, che era ben consapevole del dissesto conclamato della propria assistita, come dichiarato nei contatti avuti con il curatore.
    Il Fallimento, dal canto suo, non è tenuto a coltivare iniziative legali non aventi uno scopo utile per la procedura, nè a ciò egli può essere tenuto solo per evitare il riconoscimento alla controparte di un credito per spese legali, essendo l'accertamento di un credito verso il Fallimento soggetto alle regole del concorso ex artt. 93 e segg. LF.
    Pertanto, ad avviso dello scrivente, il credito dev'essere escluso, ancorchè portato da una sentenza di condanna di un tribunale, in quanto non opponibile alla procedura, e semmai alla società fallita quando tornata "in bonis".
    In ogni caso, quand'anche dovesse essere ritenuto opponibile, esso andrebbe ammesso al chirografo e non in prededuzione, in quanto esso trae origine da una vicenda ben anteriore al fallimento e sfugge ai canoni che, secondo il generale assetto interpretativo dell'art. 111, co.2 LF, consentono di configurarlo come prededucibile.
    Sarei molto grato di una valutazione in proposito.
    • Zucchetti SG

      27/05/2020 18:59

      RE: spese legali insinuate in via prededucibile

      Ci permettiamo di dissentire dalla sua ricostruzione.
      Il procedimento di opposizione a decreto ingiuntivo è stato riassunto nei confronti del curatore, dopo l'interruzione dovuta al fallimento dell'ingiungente, ed è continuato fino alla sentenza, senza che la curatela rinunciasse al decreto, sicchè, indipendentemente dalle ragioni per cui si è arrivati alla sentenza, sta di fatto che questa è stata emessa con condanna del fallimento al pagamento delle spese e, se ben capiamo, con distrazione in favore del legale della controparte. Non vediamo, quindi, come tale sentenza possa dirsi inopponibile al fallimento.
      La fonte del credito è nella sentenza conclusiva di un processo svoltosi nei confronti del fallimento soccombente, per cui il credito in questione è da considerare prededucibile; nell'ambito delle prededuzioni-ove l'attivo non sia sufficiente a soddisfare tutte le prededuzioni- il credito ha collocazione chirografaria.
      Zucchetti SG srl