Forum FALLIMENTI - RIPARTI

Riparto e contrasto con ammissioni in passivo

  • Pasqualino Famularo

    Lamezia Terme (CZ)
    24/01/2020 15:01

    Riparto e contrasto con ammissioni in passivo

    Sono Curatore di una procedura fallimentare (sentenza del Luglio 2005), per la quale ho, di recente, predisposto un piano di riparto parziale.
    Nello stato passivo (esecutivo e non opposto), un creditore "A" è stato ammesso per un importo (per semplificare, potremo qui dire pari a 300) con privilegio ipotecario, nonostante il limite di iscrizione ipotecaria fosse ben inferiore (sempre per semplificare, pari a 200).
    Poiché, sono convinto che, anche per giurisprudenza abbastanza consolidata (si veda per esempio il caso della rinnovazione dell'ipoteca trattato dalla Sentenza Cass. Civ. 16553/2015), lo stato passivo è caratterizzato da assoluta intangibilità che preclude al GD un eventuale riesame del credito in sede di ripartizione, nel riparto parziale da me predisposto, ho tenuto conto dell'importo ammesso allo stato passivo, senza tener conto del limite dell'iscrizione ipotecaria.
    Sentito il comitato dei creditori, il G.D. mi ha autorizzato al deposito del piano di riparto. All'esito del deposito un creditore "B" mi ha formulato alcune osservazioni, ritenendo che, poiché nello stato passivo, il creditore "A" sarebbe stato ammesso per errore con privilegio per una somma superiore al limite dell'iscrizione ipotecaria, nel ripartire le somme ricavate dalla vendita del bene su cui grava quell'ipoteca, io dovrei tener conto del limite di iscrizione ipotecaria e, conseguentemente, degradare a chirografario la parte eccedente (benché ammessa in privilegio nello stato passivo).
    Il G.D., ricevute queste osservazioni, mi ha incaricato di verificare e relazionare sul punto.
    Avrei bisogno di Vs. conforto sul tema.
    Io ritengo che, ribadisco, usando le stesse parole della Corte di Cassazione, "il decreto di approvazione dello stato passivo, di cui all'art. 96 L.F., se non impugnato preclude ogni questione relativa all'esistenza del credito, alla sua entità, all'efficacia del titolo da cui deriva e all'esistenza di cause di prelazione. La sua intangibilià non ammette il riesame del credito da parte del giudice delegato in sede di distribuzione finale, mediante degradazione a chirografo, di un credito già ammesso in via ipotecaria".
    Ragion per cui, in sede di riparto, io non posso tener conto dei limiti dell'iscrizione ipotecaria, bensì di quanto ammesso e del relativo privilegio assegnato in stato passivo.
    Dunque, ritengo, dovrò assegnare somme ricavate dal bene su cui grava l'ipoteca del creditore A, fino alla concorrenza di 300 (dell'importo ammesso con privilegio allo stato passivo) e non nella misura inferiore di 200 (ovvero nei limiti dell'iscrizione ipotecaria).
    Vi sarei molto grato se poteste darmi Vs. Pregiata opinione sul caso.
    Grazie
    • Zucchetti SG

      24/01/2020 20:39

      RE: Riparto e contrasto con ammissioni in passivo


      Il principio da lei richiamato è pacifico e consolidato in giurisprudenza (confr. anche Cass. n. 525/2016; Cass. n. 12732/2011;), per cui è indubbio che in sede di riparto un credito ammesso al passivo in visa ipotecaria non possa essere degradato a chirografario. del resto lo stesso creditore che ora fa l'osservazione che lei riporta avrebbe potuto, a suo tempo, impugnare iòl credito ammesso in via ipotecaria per l'importo oòltre il limite dell'iscrizione, e non lo ha fatto.
      Zucchetti SG srl
      • Luciano Umberto Silvi

        URBANIA (PU)
        29/01/2020 09:54

        RE: RE: Riparto e contrasto con ammissioni in passivo

        Ma la responsabilità extra contrattuale del curatore non può essere sollevata dal creditore danneggiato? Il fatto di non aver a suo tempo e nei temini contestato lo stato passivo (e poi anche il riparto) lo fa decadere dall'azione quinquiennale di responabilità? grazie.
        • Zucchetti SG

          30/01/2020 18:43

          RE: RE: RE: Riparto e contrasto con ammissioni in passivo

          Ribadito che in sede di riparto non è possibile modificare le risultanze dello stato passivo, non ci risultano precedenti di azioni di responsabilità nei confronti del curatore per non aver impugnato lo stato passivo. Indubbiamente il curatore è legittimato all'impugnazione di cui al comma 3 dell'art. 98, ma alla stessa impugnazione è legittimato ogni creditore che si senta leso, per cui il creditore che ha oggi l'osservazione avrbbe potuto lui far modificare lo stato passivo e non lo ha fatto. Peraltro, per quanto riguarda il curatore, questi per proporre l'impugnazione avrebbe dovuto essere "soccombente", ossia avrebbe dovuto aver assunto, in sede di verifica, una posizione diversa da quella poi accolta dal giudice delegato, per cui si tratta di vedere cosa aveva lei scritto nel progetto di stato passivo o detto a verbale udienza e, quindi, se nel caso aveva rilevato che l'iscrizione ipotecaria portava il limite che è stato superato; superamento che non ammesso quanto al capitale, ma possibile quanto ad interessi qualora siano indicati in un tasso senza il limite massimo. In ogni caso, lo stato passivo è atto del giudice e compito del curatore non è correggere eventuali errori dell'organo giudiziario, ma rappresentare a costui la vera e reale situazione in modo che possa decidere, per cui una responsabilità del curatore in casi simili è, a nostro avviso, ravvisabile solo ove il curatore abbia fornito dati errati o taciuto circostanze rilevanti ecc. potendo solo in questi casi vedersi il venir meno alla diligenza che l'art. 38 l. fall. richiede dal curatore. Ci sembra, in sostanza, difficile ipotizzare una azione di responsabilità nei suoi confronti.
          Qualora l'ammissione ipotecaria oltre il limite dell'iscrizione fosse riconducibile ad un errore materiale, si potrebbe ipotizzare il ricorso alla correzione di cui all'ult. comma dell'art. 98, ritirando previamente il progetto di riparto presentato e non ancora dichiarato esecutivo. Ovviamente, dato il tempo decorso e la presenza delle osservazioni, la correzione sarebbe sospetta, ma se l'ammissione in questione è riconducibile ad errore materiale sarebbe possibile. Effettuata la correzione si potrebbe poi procedere al riparto in conformità dello stato passivo corretto.
          Zucchetti SG srl