Forum FALLIMENTI - CHIUSURA PROCEDURA

Chiusura fallimento con giudizio pendente - Problema di coordinamento con cessione di crediti pro soluto crediti fiscali

  • Gianluca Risaliti

    Livorno
    23/05/2020 10:16

    Chiusura fallimento con giudizio pendente - Problema di coordinamento con cessione di crediti pro soluto crediti fiscali

    Buon giorno,
    in una procedura fallimentare che volge alla chiusura, sto procedendo alla cessione pro soluto dei crediti fiscali Iva e Ires sorti durante la procedura stessa. E' tuttavia pendente un giudizio relativo a un'opposizione allo stato passivo presentata da un ex locatario di un immobile in merito a una domanda di ammissione tardiva dallo stesso presentata per crediti derivanti da indennità per cessazione dell'avviamento commerciale.
    Alla luce anche delle risposte pubblicate in questo forum sul tema della chiusura del fallimento in presenza di giudizi e la successiva chiusura della partita Iva/cancellazione dal R.I. - in specie, l'ultima quella del 1° ottobre 2019 (introdotta da Laura Daverio) - si pone il problema del coordinamento tra il possibile mantenimento della partita Iva (e la non cancellazione dal registro delle imprese), e la cessione dei crediti fiscali che, di norma, prevede invece la chiusura della partita Iva dopo la chiusura del fallimento al fine di poter presentare la dichiarazione a rimborso (che poi sarà gestita dalla società cessionaria dei crediti).
    Desideravo sapere se avete qualche suggerimento operativo per questa particolare fattispecie, poiché l'opportunità di procedere alla cessione dei crediti fiscali è particolarmente vantaggiosa e non parrebbe ragionevole dovervi rinunciare.
    Poiché, almeno nel vigore della attuale legge fallimentare, non vi sono preclusioni aprioristiche, avevo pensato di far presente la questione in sede di istanza di chiusura del fallimento, previo confronto naturalmente con il GD, in modo tale da stimolare l'emissione di un provvedimento di chiusura che contenesse l'indicazione per il curatore di procedere con la chiusura della partita Iva e la cancellazione dal registro delle imprese.
    Preciso che nel caso di specie le somme accantonate sarebbero da devolversi - oltre che al creditore opponente (che non è soggetto relativamente al quale si ponga il problema di operare ritenute al momento del pagamento), qualora dovesse risultare definitivamente vittorioso nel giudizio in Cassazione - unicamente all'Agenzia entrate riscossione (cui andrebbero tutte le somme accantonate in ipotesi di esito favorevole del giudizio), non sembrerebbero porsi, almeno credo, problemi connessi alla eventuale riapertura della partita Iva (cfr. DRE Veneto, 25.03.2016).
    Grato fin d'ora, porgo cordiali saluti.
    Gianluca Risaliti


    • Stefano Andreani - Firenze
      Luca Corvi - Como

      08/06/2020 20:03

      RE: Chiusura fallimento con giudizio pendente - Problema di coordinamento con cessione di crediti pro soluto crediti fiscali

      Per quanto riguarda l'aspetto IVA, concordando con quanto ci pare di comprendere dall'ultima parte del quesito, riteniamo che la partita IVA possa certamente essere chiusa; anche perché le eventuali future operazioni da compiere, quale che sia l'esito del giudizio pendente, non comporteranno alcun adempimento relativamente a tale tributo.

      Per quanto riguarda le imposte dirette, anche tale questione è affrontata dalla risposta a interpello della D.R.E. Veneto del 25/3/2016 citata nel quesito (a nostro avviso, sul punto, assolutamente ragionevole e corretta): dopo la chiusura del fallimento (anche "con giudizi pendenti") il Curatore presenterà la dichiarazione dei redditi relativa al c.d. maxi-periodo fallimentare, e potrà quindi cedere il credito IRES che eventualmente ne emergerà.

      Stante l'oggetto del giudizio pendente, non può fra l'altro certamente verificarsi il caso di acquisizione di ulteriore attivo di entità tale da richiedere la presentazione di una dichiarazione integrativa all'esito, appunto, del giudizio pendente.

      Infine, irrilevante ai fini fiscali è la cancellazione della società dal Registro delle Imprese, che può quindi essere rinviata, se ritenuto opportuno, all'esito del giudizio in corso.